SENZA MASCHERA

Sito dedicato alle persone affette da Lupus Eritematoso Sistemico (LES)


 

L'esperto risponde

L'esperto risponde Sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi

Disturbi circolatori alle mani approfondisci »

DOMANDA
Gentile Professore Doria, Mi permetto di scriverle per descriverle il mio caso clinico che mi preoccupa tantissimo. Sono italiano, negli ultimi dieci anni sono stato residente in Francia e da due mesi vivo a Sydney in Australia da dove le sto scrivendo. Ritengo importanti questi dettagli per meglio inquadrare lo stress che sto vivendo attualmente per l'adattamento alle nuove condizioni climatiche et ambientali in genere. In Francia soprattutto al nord dove vivevo, fa molto freddo ma sono stato sempre in ambienti riscaldati. Qui in Australia mi sono ritrovato a vivere una vita sedentaria, lavorando seduto per ore in locali abbastanza freddi. Circa una settimana fa, mi si e' presentato uno strano fenomeno alle mani. Rientrato a casa da fuori, mi sono ritrovato il dorso delle mai molto arrossato e la superfice della pelle caldissima. Dopo circa un'ora sono diventate normali. Il giorno dopo il fenomeno si e' ripresentato con notevole intensita' interessando anche le dita delle mani che apparivano gonfie per la vasodilatazione, almeno secondo quanto interpreto io. Adesso le mie mani sono sempre arrossate e a volte gelide, le vene gonfiano quando tengo le braccia abbassate. Questo mi lascia pensare ad un'ipotonia venosa perche' il fusso di sangue che si concentra nelle vene per la posizione delle braccia pendenti esercita una pressione dilatatoria. Appena alzo le braccia in alto, le mani riacquistano gradualmente una colorazione normale. L'aspetto delle mie mani mi sta dando un'angoscia terribile. Sono rosse, cianotiche... macchie rosa su un fondo bianco e sempre si normalizzano alzandole o lavandole (forse il contatto con l'acqua esercita un'azione vasocostrittrice assente per ipotonia?). Ho spesso formicolio nei polpastrelli, nei piedi, alle gambe, leggero prurito alle caviglie a all'addome che mi lascia pensare a disturbi circolatori. Le labbra a volte molto rosse con sensazione di formicolio intenso a volte di pulsazioni sempre a carico delle labbra. Ho spesso pulsazioni alla carotide accompagnate da tachicardia. Sono terribilmente angosciato ! Il medico generico qui in Australia mi ha fatto fare degli esami di sangue: Fattore reumatoide: 16 (valori normali: 0 - 14) Antcardiolipina IgG: <2 GPL Not tetected B2GP1: IgG <20 SGU Not detected Anticardiolipina IgM: 29 MPL Moderate pos B2GP1 IgM: 21 SMU Detected Bilirubina: 21 (Valori normali: 0 - 20) Devo precisarle che ho 36 anni e che mio fratello e' affetto dalla sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Cosa pensa al mio riguardo da quello che le descrivo ? Presume che anche io sia affetto dalla sindrome da anticorpi antifosfolipidi ? Oppure il fattore reumatoide lievemente alto rivela la presenza di altre malattie autoimmuni ? Il fattore reumatoide leggermente elevato e' necessariamente l'indizio di una malattia autoimmune da scoprire ? Potrebbe trattarsi di una vasculite allergica degenerativa e mortale? Oppure le nuove condizioni climatiche o altri fattori non necessariamente di origine autoimmune, hanno potuto generare il rialzo del fattore reumatoide e lq sintomatologia che le ho descritto? Pensa che riusciro' a guarire dal disturbo alle mani ? Dovro' forse lasciare l'Australia e tornare in Europa? Mi scuso per la lunga lista di domande ma lei capira' il mio stato d'animo. La ringrazio sinceramente per la risposta che vorra' inviarmi perche' sono preoccupatissimo. La saluto rispettosamente. Andrea BELLIA.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Andrea, per quanto le descrizione che fornisci del tuo disturbo sia precisa mi riuslta difficile inquadrarlo chiaramente. Non vedo elementi sufficienti per porre una diagnosi di sindrome da anticorpi antifosfolipidi, nonostante la positività (debole) per anticardiolipina IgM e la familiarità riferite. Anche la positività del fattore reumatoide è molto modesta e quindi non significativa. Si tratta comunque di positività che vanno monitorate nel tempo. Puoi anche dosare gli anticorpi anti nucleo ed anti nucleo specifici, il C3 e C4 ed il profilo proteico. Nel tuo caso potrebbe essere infine utile l'esecuzione di una videocapillaroscopia ed una visita angiologica. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Aborto con LAC e ACA negativi approfondisci »

DOMANDA
A SEGUITO DI UN ABORTO, HO ESEGUITO ESAMI ANTICORPI. I RISULTATI SONO: ANA: POSITIVO DEBOLE NUCLEOLARE E GRANULARE LAC: NEGATIVO ACA: IGG 42 (<48 NEGATIVO); IGG 20 (<44 NEGATIVO) DEVO CONSIDERARMI AFFETTA DA SINDROME DA ANTIFOSFOLIPIDI?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Marzia, in considerazione della negatività degli anticorpi non vi sono elementi per poter affermare che la perdita fetale di cui mi scrivi sia imputabile alla sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Questi comunque possono essere monitorati nel tempo, o magari dosati in occasione della prossima gravidanza. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Alopecia e TVP approfondisci »

DOMANDA
Salve dottor Doria, sono un ragazzo di 23 anni a cui in seguito ad una trombosi venosa profonda ad una gamba è stata diagnosticata la sindrome di Hughes (anticorpi antifosfolipidi).Non mi sono state fatte però analisi riguardanti il lupus eritematoso sistemico.Avendo i capelli un pò diradati su tutta la testa (il dermatologo pensava si trattasse di problemi alla tiroide) mi è venuto in mente che il problema possa essere proprio derivato dal lupus.E'possibile? Quali esami devono essere fatti per scoprirlo? E in tal caso come si cura questa forma di alopecia (se è possibile curarla)?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Matteo, il lupus eritematoso sistemico (LES) si scopre con alcune analisi del sangue, che però devono essere fatte qualora vi sino dei disturbi che ne giustifichino l'esecuzione. Effettivamente l'alopecia è una delle manifestazioni del LES, anche se può avere mille altre cause e generalmente non è diffusa su tutto il cuoio capelluto, inoltre anche la sindrome da anticorpi anti fosfolipidi può essere associata al LES. D'altra parte però tu non mi descrivi altri disturbi riconducibili a questa malattia, ed è probabilmente per questo motivo che il tuo reumatologo non ti ha fatto fare gli esami (come per esempio il dosaggio degli anticorpi anti nucleo ed anti nucleo specifici) per vedere se ne eri affetto. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

LAC positivo e gravidanza approfondisci »

DOMANDA
Egregio Dott. Doria, ho 30 anni e tre anni fa, dopo un aborto interno alla 8°settimana, dalle varie analisi è emerso il LAC positivo(V.V.1,00- KCT 1.56 - APTT-S 2,05 - APTT-S DIL 1.54); altri valori come ACA,Antiendotelio, ENA, antinucleo, antimuscololiscio, antiDNA nativo, antimiticondrio sono risultati negativi. Ho seguito per due mesi la terapia con aspirinetta e deltacortene. Da allora i valori sono sempre risultati negativi; purtroppo però non sono più rimasta incinta naturalmente. Ora, a giorni, mi dovrò sottoporre ad un intervento di fecondazione artificiale. Mi hanno già consigliato di iniziare la suddetta terapia dopo il transfer: non sarà troppo tardi? C'è qualche altro farmaco che mi consiglia di assumere? In questi anni mi sono più volte posta questi interrogativi: sono malata di Lupus o di sindrome da anticorpi antifosfolipidi? Il LAC positivo è stato una conseguenza dell'aborto o può esserne stata la causa? Che rischi corro in una prossima gravidanza? Mille grazie in anticipo.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Jessica, la positività del LAC è associata ad aborti spontanei, anche multipli. La negatività degli anticorpi anti nucleo, anti ENA ed anti nDNA, tuttavia, sembrano escludere una connettivite (tipo lupus eritematoso sistemico). Si è visto comunque che la terapia antiaggregante, o anticoagulante con eparina assunta per tutta la gravidanza riduce di molto il rischio di aborto e quindi aumenta la possibilità che tu riesca a portare a termine la gravidanza. Tuttavia, per poterla affrontare, credo che sia necessario che tu ti affidi ad un centro specializzato nel gestire questo tipo di gravidanze, che restano pur sempre "a rischio". Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Quali centri per LAC e gravidanza approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dott. Doria, la ringrazio per la risposta alla mia mail del 12.12.01. Mi permetto di disturbarla ancora una volta solo per chiederle a quali centri specializzati posso rivolgermi a Roma per farmi seguire in un'eventuale gravidanza a rischio LAC..... Purtroppo mi sembra di navigare in un "Oceano" e non saprei proprio da che parte andare! Ancora tante grazie. Jessica

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Jessica, purtroppo, personalmente, non concosco un centro specializzato, a Roma, che tratti questo tipo di problematiche. Puoi provare a sentire presso un centro di Reumatologia di Roma se vi è qualcuno che segua specificamente queste gravidanze a rischio. Se non trovi nessuno puoi rivolgertia i centri fuori Roma, quelli a me più conosciuti sono qulello di Milano, Brescia e Padova. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Trombosi venosa profonda, bronchiectasie ed anticorpi anti fosfolipidi approfondisci »

DOMANDA
mi è stato riscontratodopo una tromboflebite venosa profonda la presenza di anticorpifosfolipidi il gg 11.02.02 attualmente sono in cura con anticoagulanti in fase di ulteriori analisi presso l'ospedale di novara. Nel 1994 ho subito un intervento di lobectomia al polmone sinistro per una broncochictasia vorrei maggiori dettagli su gli anticorpi e sapere se c'è un legame tra i due eventi.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, come ti avranno sicuramente già detto gli anticorpi anti fosfolipidi (aPL) sono, con, buona probabilità, responsabili della trombosi (cioè coagulazione del sangue dentro i vasi sanguigni) venosa profonda che tu hai avuto. Queste trombosi, a seconda della sede dove si formano, possono determinare vari disturbi: se per esempio la trombosi si forma su una vena di un braccio o di una gamba (come nel tuo caso), questa tenderà a gonfiarsi; se invece verrà colpita un'arteria allora vi sarà una riduzione del flusso di sangue nel distretto "nutrito" dall'arteria occlusa. Tali anticorpi possono inoltre provocare una diminuzione delle piastrine (le "cellule" deputate ad organizzare la coagulazione del sangue) e, in gravidanza, far aumentare il rischio di abortività. Fortunatamente al giorni d'oggi vi sono validissime cure per evitare tutto quello che ho scritto qui sopra; infatti con la terapia anticoagulante e con l'esecuzione di controlli regolari, si riduce al minimo il rischio di incorrere nei soprascritti disturbi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Anticorpi antifosofolipidi a 70 anni approfondisci »

DOMANDA
Egregio Dr.Doria volevo solo chiederle di cosa potrebbe essere sintomo l'aumento di anticorpi anti-cardiolipina e che conseguenza potrebbe avere su una donna di 70 anni. Grazie mille. Franca

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Franca, nelle persone "anziane" è abbasatnza frequente una positività per qualche autoanticorpo (tra cui anche gli anticorpi anti fosfolipidi); senza che ciò sia segno di una malattia sottostante. Generalmente si tratta di positività deboli, che persistono tali nel tempo. Altre volte tali autoanticorpi possono positivizzarsi in corso di un'infezione, di cui però ne rappresentano solo un epifenomeno,e generalmente si negativizzano dopo un po' di tempo dalla guarigione dall'infezione. Infine, possono essere la causa della cosiddetta sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi, caratterizzata da trombosi venose e/o, più raramente arteriose. In ques'ultimo caso la positività è marcata (in gergo medico si dice "poitività ad alto o medio titolo") e persistente nel tempo. La cura si basa essenzialmente sulla terapia anticogulante orale che evita la formazione di trombi dentro i vasi. Non posso però dirti in che catergoria può essere collocata questa donna di 70 anni (tua nonna?), perchè mi mancano gli elementi per poterlo fare(in particolare il titolo degli anticardiolipina ed una descrizione di coma sta la signora). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

LES più sindrome da anticorpi anti fosfolipidi approfondisci »

DOMANDA
Egregio dottor Doria, per una malata di Les,la conferma di avere anche la sindrome da anticorpi antifosfolipidi e'confermata solo dal Lac e dagli Anticorpi Anticardiolipina positivi o ci vogliono altre analisi? Se si quali?La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti Adriana Avallo

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Adriana, la positività degli anticorpi anti fosfolipidi (anticardiolipina e/o LAC) è necessaria ma non sufficiente per porre diagnosi di sindrome da anticorpi antifisfolipidi (associata o meno al LES). Per quest'ultima occorrono dei sintomi o segni tipici come le trombosi, gli aborti ricorrenti, la piastrinopenia. Nulla vieta però che possa comunque essere intrapresa una terpia antiaggregante, a scopo profilattico, in caso di un'importante positività di tali anticorpi (soprattutto il LAC). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Probabile sindrome da anticorpi antifosfolipidi approfondisci »

DOMANDA
da una flebite ad una trombosi, infarto polmonare ,acqua nei polmoni ,80 giorni di ricovero 5 litri di liquido tolto anche con sangue. Diagnosi "LAC" 0,74 che cosa vuol dire la mia amica è molto preoccupata, ha due bambini. grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Raffaella, La trombosi venosa (ma anche arteriosa, peraltro complicata dall'embolia polmonare-infarto polmonare) con la positività del LAC fanno quantomeno sospettare una diagnosi di sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi. Questa malattia è infatti caratterizzata da l'esterma facilità del sangue a coagulare dentro i vasi (vene e/o arterie) dovute a degli autoanticorpi presenti nel sangue; per tale motivo è necessario instaurare una terapia anticoagulante, che consente di controllare tali manifestazioni della malattia. Mi è meno chiaro cosa tu intenda per "acqua nei polmoni"; anche se probabilmente si è trattato di un versamento pleurico secondario all'embolia polmonare. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Aborti e sindrome da anticorpi antifosfolipidi approfondisci »

DOMANDA
Dopo due aborti (il 1° nel 1999 all'8 sett. di gravid., il 2° nel 2000 alla 12 sett. di grav.) mi è stata riscontrata la seguente situazione: Anticardiolipina IgG: 0,3 U/ml Anticardiolipina IgM: 12,1 U/ml Antitireoglobulina: 2800 U/ml Antifraz. microsomiale -PPOr: 166 U7ml Anticoagulante lupico (LAC): 0,86 ratio (negativi: ricerca antiendotelio, antinucleo e anti DNA) Nel 2001 inizio una nuova gravidanza trattata fin dal principio con 1 compressa di aspirinetta al giorno. Tutto procede bene finchè alla 38 sett. di gravid. il ginecologo sospende il trattamento in previsione del parto. A questo punto si sviluppa una gestosi. Il monitoraggio cardiotografico non rivela nulla di anormale. Alla 40 sett. di gravid., avendo rilevato una sospetta sofferenza fetale viene eseguito cesareo. La bambina nasce con basso peso (2600 Kg.) e ipoglicemica. Preciso che godo di buona salute, non soffro di problemi vascolari nè alla tiroide. Devo ritenere di essere affetta da sindrome da anifosfolipidi? La mia situazione va controllata e trattata fuori di gravidanza? Come evolve questa situazione nel tempo? Quali terapie e precauzione utilizzare per prossime gravidanze (desidererei al più presto un altro bimbo)? A quali centri posso rivolgermi nella mia zona di residenza (VE-PD-TV)? La ringrazio se potrà gentilmente fornirmi qualche indicazione.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Cecilia, effettivamente gli aborti possono rientrare nel quadro clinico della sindrome da anticorpi anti-fosfolipdi, soprattutto se ricorrenti. Tuttavia per poter porre un diagnosi di questo genere è necessaria la positività di questi ultimi. Dai valori che mi hai fornito non è possibile desumerlo, perchè mancano i valori di riferimento del laboratorio dove sono stati eseguiti (se ti è possibile inviali tramite questa rubrica). Probabilmente invece vi è uno screzio autoimmune verso la tiroide, che andrà sicuramente controllato nel tempo. La gestosi che hai avuto durante la terza gravidanza non può con sicurezza essere messa in relazione all'eventuale sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi. In ogni caso credo sia giusto cercare di capire i motivi dei due aborti, a prescindere dall'eventuale sindrome, e, comunque, potrebbe essere utile ripetere il dosaggio del LAC e degli anticorpi anti-cardiolipina prima di intraprendere una quarta gravidanza. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività degli anticorpi antifosfolipidi approfondisci »

DOMANDA
Buongiorno,sono sotto esami da circa 3 mesi,poichè ho problemi con l'esito non congruo con:anti Beta2 GPI l lgG,AntiBeta2GPI lLGM,Antic.lipina lgM.Il medico che mi cura mi ha detto che bisogna rifarli ogni 5 settimane circa e verificare gli esiti.L'esame del lupus risulterebbe negativo.Ho un passato (avevo 20 anni)in cui sono stata colpita da sindrome demielinizzante,risolta dopo circa 2 anni di cure. A che cosa posso andare incontro? Grazie.Saluti Cristina

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Cristina, è corretto che tu controlli l'esito di questi esami a distanza di 5-6 settimane. Infatti gli anticorpi anti-fosfolipidi possono positivizzarsi solo temporaneamente, per un'infinità di cause (tra cui anche banali infezioni). Se la positività venisse confermata, allora ti consiglio di rivolgerti ad un reumatologo che si occupi di queste problematiche. Generalmente questi anticorpi possono provocare un'aumento della coagulabilità del sangue che si manifesta clinicamente con delle trombosi venose e/o arteriose. In caso di gravidanza tali anticorpi possono essere responsabili di un aumentato rischio di abortività. Esistono comunque cure efficaci per ridurre questo rischio, si tratta di terpie a base di faramaci anticoagulanti che possono anche essere assunto in gravidanza. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Tre aborti... approfondisci »

DOMANDA
salve io volevo sapere delle cose a cui i miei medici in realtà non mi hanno mai risposto. mia sorella minore è malata di lupus da circa 10 anni.io ho avuto tre abborti il primo avevo 20 anni e non ci si è capito nulla il secondo 22 e al terzo meso l'ho perso e dalle analisi fatte è risultato che avevo l'anticardiolipina a 40 la terza volta ho avuto una gravidanza pilotata sin da subito mi hanno fatto prendere il cortisone e l'aspirinetta ma l'ho perso ugualmente. ora ci vorremmo riprovare ed ho fatto delle analisi tra cui l'anticardiolipina che al momento è negativa.ora io sono predisposta al lupus? quante sono le possibilita che il lupus mi venga in seguito ad un eventuale parto? e in relata la possibilita di morire di lupus quante sono ho letto molto ma non ho trovato queste risposte.e inoltre un forte cambio fisiologico come quello da parto e da stress da il lupus?un'altro punto sono asmatica e ho preso il cortisone per 14 anni può contribuire dato che ho letto che alcuni medicinali contribuiscono. in attesa di una risposta vi ringrazio e porgo i miei più distinti saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Eleonora, più che ad un lupus io penserei ad una sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi. Tale sindrome è caratterizata, oltre che dalla positività di tali anticorpi (anti cardiolipina IgG, IgM e del LAC) anche da un aumentato rischio di avere aborti spontanei e/o trombosi vascolari. Per tale motivo, se non l'hai già fatto, dovresti dosare anche il LAC (lupus anticoagulant). Se è vero che nei tuoi geni può esserci una certa predisposizione per il LES, ciò non significa che tu ti debba ammalare, anzi la probabilità che ciò accada è solo poco più elevata rispetto a chi non è predisposto. Non è purtroppo possibile prevedere se ciò accadrà nè quantificare (per quanto sia comunque basso) il rischio di ammalarsi dopo l'eventuale quarta gravidanza. Il cortisone assunto per molti anni sicuramente non predispone ulteriormente al LES. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività ereditaria al LAC approfondisci »

DOMANDA
gentile dr.Doria da 1anno e 1/2sto facendo analisi d controllo xkè risultata positiva al PTT LAC CARENZA FAT.XII POSITIVITà STA CLOT TEST diff +13(v.n.<7),tempo emorragia 7MIN(v.n.<7min).esami alcuni autoanticorpi negativi quindi è stato esluso il LES.volevo sapere quali altri esami dovrei fare e soprattutto se 1volta risultati negativi gli autoanticorpi questi rimangono tali a vita oppure possono modificarsi,e se la positività dei valori sopra indicati mi comporta rischio sviluppo malattia.mia madre anche è positiva al LAC ed ha problemi d coagulazione e trombosi.Perkè con questi valori i medici mi dicono ke i rischi durante 1 intervento aumentano?mi interessa sapere quali sono i rischi visto ke devo affrontare 1intervento al ginocchio!mi scuso x le 1000domande!GRAZIE (mi risponderà alla mia email vero?)

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Francesca, la positività del LAC, come si è già accorta tua madre, può portare ad un aumetato rischio di trombosi. Tale rischio aumenta dopo interventi chirurgici, sopratttutto di tipo ortopedico. In ogni caso per scongiurare il pericolo è possibile effettuare una profilassi con eparina a basso peso molecolare perioperatoria. Non mi sorprende che tu abbia gli anticorpi per il LES negativi, anzi, meglio così, in ogni caso tali autoanticorpi vanno controllati regolarmente, perchè una loro positivizzazione è pur sempre possibile. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Sindrome da anticorpi anti fosofolipidi e LES approfondisci »

DOMANDA
Salve, la mia compagna ha una sindrome da antifosfolipidi associata a valori molto positivi di SSA. Le è stata diagnosticata 2 anni fa a seguito di una TVP alla vena Poplitea. La diagnosi è di Lupus Incompleto poichè fino ad oggi non ha avuto altri sintomi. La sindrome è tenuta sotto controllo con coumadin (10 mg al di) e 2 controlli mensili di AP ed INR. Da qualche giorno ha dei dolori reumatici ad entrambe le mani ed alla schiena.Temiamo un avanzamento della malattia con sintomi reumatici. Come possiamo avere la certezza che si tratti di reumatosi da Lupus? Viviamo a Palermo ed il supporto medico non è soddisfacente. Dove possiamo rivolgerci per essere seguiti in modo serio ed avere un supporto per sintomi reumatici? Esistono associazioni che danno questo tipo di informazioni, ed un supporto psicologico sul territorio palermitano? La ringrazio in anticipo per le risposte e le faccio i migliori complimenti per la lodevole iniziativa.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Giuseppe, mi è difficle consigliarti un centro reumatologico per la tua compagna. Infatti l'affinità che un paziente trova con i medici di un centro è del tutto personale, non è detto infatti che la tua compagna si trovi bene nel centro da me consigliato. Non è detto inoltre che io conosca tutti i centri d'Italia, anzi sicuramente ne ignoro alcuni di eccellenti, e non consigliandoli rischio ingiustamente di escluderli dalle possibili scelte dei pazienti. Venendo al caso presentato, posso dire che la sindrome da anticorpi antifosfolipidi può associarsi al LES. Prima di prendere in considerazione l'ipotesi di una manifestazione del LES è utile in qusto caso la ripetizione del dosaggio degli autoanticorpi e l'esecuzione di alcuni esami bioumorali: emocromo, creatininemia, azotemia, AST, ALT, VES, PCR, profilo proteico, C3, C4, FR, immunoglobuline ed esame completo delle urine. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Due gravidanze non portate a buon fine approfondisci »

DOMANDA
Salve Prof. Doria, scrivo per conto di una mia amica; circa 5 anni fa ha avuto una gravidanza purtroppo non andata a buon fine; ha provato dinuovo dopo circa 1 anno ma anche questa volta non ha portato a termine la gravidanza e le è stato riscontrato il LES. Da allora segue una terapia farmacologica: 1 mg cortisone (a giorni alterni) 5 mg cumadin ( al Dì) in più è supportata da una terapia neurologica (elopran e seroquel). Si chiedeva se avrà mai la gioia di avere un bambino, è una persona molto sensibile e desiderosa di dare amore! Grazie della sua disponibilità, complimenti per l'impegno e il supporto che fornite a tante persone. raffaella

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Raffaella, il LES può provocare perdita fetale, tuttavia il quadro che descrivi è suggestivo di una sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Quest'ultima provoca oltre ad abortività ricorrente anche trombosi; probabilmente è per quest'ultima che la tua amica assume coumadin. In molti casi il LES e la sindrome da anticorpi antifosfolipidi possono essere presenti insieme nello stasso paziente; in questo caso la sindrome si definisce secondaria al LES. Non è escludibile che un'eventuale gravidanza possa essere portata a termine, tuttavia andrà sospesa la terapia con coumadin, farmaco teratogeno, ed introdotta l'eparina, non teratogena. Ma prima di prendere qualsiasi decisione è assolutamente necessaria l'opinione del reumatologo che ha in cura la tua amica e di un neurologo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività del LAC approfondisci »

DOMANDA
Qualche anno fa decisi di prendere la pillola e la mia ginecologa mi fece fare degli esami specifici al reparto di angiologia.Dagli esami risulto' la presenza del "fenomeno LAC" o lupus anticoaugulant.Immediatamente la mia ginecologa mi fece smettere di prendere la pillola ma non mi diede dettagliate informazioni su tale malattia, sempre che sia tale.Puo' darmi lei una risposta?grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Caterina, la positività del LAC (lupus anticoagulent) si associa ad un aumentato rischio di avere delle trombosi. Per questo motivo la tua ginecologa ha, giustamente a mio aviso, preferito non prescriverti più la pillola. Infatti anche quest'ultima aumenta, se pur di poco, il rischio di avere delle trombosi. La positivtà del LAC di per sè comunque non è una malattia, è un'alterazione di un test coagulatorio che si riscontra nei pazienti con trombosi e con la sindrome da anticorpi-antifosfolipidi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Sindrome da anticorpi antifosfolipidi, diabete, neoplasia approfondisci »

DOMANDA
Buongiorno.Scopro nel dicembre 2003 di essere affetto da sindrome da antifosfolipidi contemporaneamente a un disturbo glicemico che a volte alza e altre abbassa la glicemia.Nel febbraio 2004 sono stato sottoposto a intervento di craniotomia e l'esame istologico ha evidenziato un astrocitoma grado 3 .Volevo sapere se puo' esserci relazione tra antifosfolipidi-diabete-neoplasia.La ringrazio

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Paolo, esiste l'associazione tra positività degli anticorpi antifosfolipidi ed in alcuni casi con sindrome in pazienti che hanno delle neoplasie. Non mi risulta invece che sia stata descritta un'associazione tra queste ed il diabete. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Diagnosi di sindrome da anticorpi antifosfolipidi approfondisci »

DOMANDA
Ho letto con attenzione molte delle domande che Le sono state poste, e soprattutto delle risposte da Lei fornite ma non sono riuscita a ritrovarmi in nessuna di esse. Mi è stata diagnosticata nel '95 una sindrome da AC antifosfolipidi; non ho nessun sintomo particolare (trombosi, dolori reumarici , febbre, stanchezza ecc) Prendo una compressa di plaquenil 200 al giorno per 5 dì la settimamana e faccio dei controlli ematici annuali , direi stabili nel tempo ( negatività degli ac antifosfolipidi, positività costante a basso dosaggio degli ana 1/160) Mi viene il dubbio che la diagnosi sia un altra! Lei che ne pensa? Grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Silvia, per la diagnosi di sindrome da anticorpi antifosfolipidi sono necessarie due condizioni: 1) la positività degli anticorpi antifosfolipidi (anti-cardiolipina IgG, IgM e LAC) e 2) manifestazioni di tipo trombotico (venoso e/o arterioso) oppure abortività ricorrente. Mi risulta quindi strano che tu abbia la negatività degli antifosfolipidi stabile nel tempo con questa diagnosi. Tuttavia in questa sede non mi è possibile sbilanciarmi verso un'eventuale ipotesi diagnostica alternativa, perchè per farlo sarebbe necessaria una valutazione accurata della documentazione in tuo possesso e, soprattutto di una visita reumatologica. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Disturbi neurologici ed anticorpi antifosfolipidi approfondisci »

DOMANDA
nel mese di ottobre 2000 ho avuto per 2 volte una perdita di sensibilità alla gamba e al braccio destri, il neurologo mi ha fatto fare delle analisi per LAC e ACL eseguiti di dicembre e risultati presenti; li ho ripetuti in febbraio ed era presente solo ACL; mi hanno detto di ripeterli di maggio, se positivi dovrò andare a fare accertamenti per autoimmunità. La domanda è questa: NON MI è STATA DATA UNA CHIARIFICAZIONE SU QUESTE PATOLOGIE, IN CHE COSA CONSISTONO?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Anna, la positività degli anticorpi antifosfolipidi: anticardiolipina (aCL) e lupus anticoagulant (La) associata a trombosi venose e/o arteriose configurano la sindrome da anticorpi antifosfolipidi. In pratica ci sono questi anticorpi che tendono a far coagulare il sangue e quindi a formare trombi. La terapia consiste nel somministrare una terapia antiaggregante e/o anticoagulante che appunto impedisce la formazione dei trombi. Talvolta i disturbi neurologici sono di natura trombotica per questo possono far parte dei sintomi della sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria