SENZA MASCHERA

Sito dedicato alle persone affette da Lupus Eritematoso Sistemico (LES)


 

L'esperto risponde

L'esperto risponde Connettiviti da sovrapposizione (Overlap)

Calcificazioni approfondisci »

DOMANDA
Dall'età di 11 anni sono affetta da sclerodermatomiosite. Uno dei problemi principali è caratterizzato da "enormi" calcificazioni su tutto il corpo. Stò disperatamente cercando un rimedio alla progressione costante di queste. Sono in tp.cortisonica con aggiunta di micofenolato (cell-cept). Ho fatto anche il Minocin per 1 anno che un po' me le aveva calmate, ma non posso continuare un antibiotico per lungo tempo. Mi può dare un aiuto? Grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Lorenza, un farmaco che ha dimostrato una certa utilità per ridurre le calcificazioni è il Diltiazem. Per le calcificazioni più grosse è invece necessaria l'asportazione chirurgica. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite overlap e blocco delle gambe approfondisci »

DOMANDA
mia madre è affetta da connettivite da sovrappossizione come sintomo puo portare il blocco alle gambe,grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Attilia, non è facile rispondere alla tua domanda, anche perchè non mi è chiaro cosa intendi per "blocco alle gambe". Infatti questo sintomo può essere dovuto ad un coinvolgimento della malattia di varie strutture delle gambe: le articolazioni, i muscoli ed i nervi. Tutte queste strutture possono infiammarsi, provocando rispettivamente l'artrite, la miosite e la nevrite. La prima provoca dolore tumefazione alle giunture (ginocchia, caviglie, piccole articolazioni dei piedi) con incapacità alla mobilizzazione delle stesse a causa del dolore; la seconda provoca dolore e debolezza alla muscolatura delle gambe e la terza provoca alterazioni della sensibilità e della mobilità delle gambe. La seconda ipotesi può essere confermata dall'aumento degli enzimi muscolari circolanti (CPK, Mioglobina e Aldolasi). Per verificare se vi è una infiammazione dei nervi si può eseguire un elettromiogramma. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

S. di Sjogren, connettivite e cisti di baker approfondisci »

DOMANDA
Da molti anni soffro di stanchezza, febbricola e dolori articolari.Mi è stata diagnosticata la sindrome di Sjorgren ed una connettivite.Positivi ENA e spesso ANA.Vorrei sapere cosa sono le cisti di Baker e se possibile un consiglio per un centro specializzato per la diagnosi di queste malattie in Italia.Grazie.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Antonella, la S. di Sjogren altre a poter dare stanchezza, febbricola e dolori articolari è responsabile della sensazione di "bocca secca" o "occhio secco"; in alcuni casi può associarsi ad un altra connettivite. La cisti di Baker altro non è che un'erniazione, nella regione posteriore del ginocchio, di un po' di liquido articolare quando, in caso di infiammazione, questo è presente in abbondanza . Generalmente non danno grossi disturbi se sono di piccole dimensioni. Possono creare qualche problema, invece, se sono di grosse dimensioni, in questo caso possono provocare dolore e/o a dare una sensazione di impaccio nel movimento del ginocchio; molto raramente possono rompersi e riversare il lo contenuto tra i muscoli della gamba, provocando un'importante infiammazione di tale regione con dolore, tumefazione e rossore dell'arto simile a quella data da una trombiflebite. In Italia vi sono vari centri, oltre a quello di Padova, che seguono questo tipo di malattie, puoi rivolgerti al centro universitario o al reparto di Reumatologia più vicino a dove abiti. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

LAC e lupus approfondisci »

DOMANDA
nel 1999 mi è stata diagnosticata la sindrome di Syogren e secondariamente una sindrome da anticorpi antifosfolipidi ed un l.a.c cosi-detto border line.Oggi lo stesso esame è positivo : 1.33 su max 1.20. Devo ritenere di avere il Lupus?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Annalisa, LAC e LES, nonstante il nome sia simile, non sono la stessa cosa; il primo è un autoanticorpo (nel tuo caso debolmente positivo) che fa parte degli anticorpi anti fosfolipidi (responsabili della sindrome) e la seconda è una connettivite, nella quale è possibile riscontrare la positività di questo anticorpo se vi è la sindrome da anticorpi antifosfolipidi associata. Per cui avere la positività del LAC non significa automaticamente essere ammalati di LES. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

lupus con CPK molto elvato approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dott. Doria, sono malata di lupus da gennaio di quest'anno ed ho già avuto modo di avvalermi della sua preziosa consulenza, questa volta, però il mio quesito riguarda una mia amica. Le è stato diagnosticato un lupus nel luglio di quest'anno, da diverso tempo lamentava dolori articolari ma soprattutto muscolari, affaticamento, astenia e eritema a farfalla ma i test hanno dato risultati positivi solo a luglio e solo allora ha iniziato a curarsi con 1+1/2 deltacortene da 25. I suoi problemi sono cominciati allorché dovendosi operare alla colecisti, gli anestesisti si sono rifiutati di addormentarla causa i valori altissimi di CPK (credo superiore a 8000), lei ha quindi iniziato le varie ricerche che hanno portato alla diagnosi di lupus. Il problema è che dopo più di 1 mese di cura con solo deltacortene la situazione non è affatto migliorata e il valore è ancora altissimo. Io penso che i suoi dottori nel trattare il lupus stiano in qualche modo sottovalutando il problema colecisti, inoltre sarebbe forse consigliabile un trattamento più incisivo, con altri farmaci? Non ho parlato con lei di questi miei timori , vorrei un suo consiglio: pur avendo io avuto una situazione molto più semplice, sono stata trattata con molto più cortisone e plaquenil e adesso sto bene, forse una cura più aggressiva potrebbe essere utile anche alla mia amica? La ringrazio infinitamente per il tempo che ci dedica e per i suoi preziosi contributi. Saluti Stefania

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stfania, il lupus da solo non provoca un'infiammazione dei muscoli tale da provocare un rialzo del CPK così marcato. Probabilmente vi è un'associazione con la polimiosite/dermatomiosite (sindrome Overlap). La diagnosi va tuttavia confermata con alcuni esami strumentali (elettromiogramma) ed eventualmente tramite l'esecuzione di una biopsia muscolare. La polimiosite/dermatomiosite va trattta con dosi elevate di cortisone (circa 1 mg/kg/die, in alcuni casi si usano dosi anche maggiori), e, se questo farmaco non bastasse, si possono associare gli immunosoppressori (methotrexate, azatioprina ecc), le immunoglobuline e.v. o eventualmnte la plasmaferesi. In ogni caso ti sconsiglio, anche per il futuro, di confrontare la tua situazione con quella della tua amica, rischieresti solo di confonderti o di preoccuparti inutilmente. Non credo che la colecisti abbia un ruolo in tutto ciò. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata e artrite reumatoide? approfondisci »

DOMANDA
Egr.Dr. da cinque anni circa mi hanno riscontrato una connettivite indiffernziata con sindrome overlap.Recentemente dopo un'esposizione prolungata al sole mi sono comparse molteplici macchie alle braccia e al dorso e, dopo una biopsia, con pareri contrastanti (dermatite sub-acuta da famaci e lupus eritematoso) mi hanno somministrato cortisone sia per via orale che locale con plaquenil e antinfiammatorio non steroideo.Dopo circa un mese le chiazze rosse e pruriginose sono scomparse lasciando lievi chiazze bianche.nel frattempo ho dovuto fare infiltrazioni alla caviglia ed al ginocchio causa sinoviti asimmetriche.Presento forte dolori ai polsi che ultimamente hanno un rumore anomalo ("forte scroscio") e si bloccano come un ingranaggio non lubrificato.Inoltre in questi anni alcune dita delle mani si sono un po deformate..Vorrei sapere se a Suo parere potrebbe invece ravvisarsi un'overlap con artrite reumatoide e se la terapia che sto assumendo(medrol 4mg+plaquenil200mg+celebrex)è sufficiente.In precedenza quando sono comparse le macchie e avevo dolori articolari ovunque (ginocchia/spalle/polsi)mi avevano somministrato medrol+azatioprina+vioxx..Grazie infinitamente per una Sua cortese risposta.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Tilde, la sovrapposizione tra connettiviti ed artrite reumatoide esiste. In tutte e due le malattie l'artrite può essere la manifestazione prevalente, tuttavia generalmente quella secondaria alle connettiviti non porta a danni articolari anche se in qualche caso possono verificarsi delle deformità. Queste però non sono dovute ad un'alterzaione anatomica dell'articolazione, ma ad un danno dei tendini ( Sdr. di Jaccoud). L'artrite reumatoide, invece, danneggia l'anatomia delle articolazioni; tale danno è psossibile valutarlo radiologicamente; infatti è possibile apprezzare una riduzione della distanza tra i capi articolari e, soprattutto, delle piccole perdite di sostanza ossea (denominate "erosioni"). Questi aspetti, associati ad eventuali deformità possono far porre diagnosi di artrite reumatoide, eventualmente, associata alla connettivite. La terapia è sostanzialmente simile, anche se, generalmente, nella cura dell'artrite reumatoide può essere utilizzato il methotrexate. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Diagnosi differenziale tra Dermatomiosite e sclerodermia approfondisci »

DOMANDA
Ho 68 anni e sono in attesa di effettuare un ricovero presso l'ospedale di Pisa per poter fare diagnosi differenziale tra dermatomiosite e sclerodermia.I miei sintomi (presenti da circa 1 anno)sono:fenomeno di raynaud,disfagia,edemi e dolore arti sup ed inferiori.Desidererei sapere qual'è il centro toscano maggiormente accreditato per tali patologie e quali sono i principali criteri differenziali tra le due patologie.Ringraziando porgo cordiali saluti. Mauro marcucci

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Mauro, il sintomo cardine della demrmatomiosite è la debolezza muscolare (eventualmente associata a dolori muscolari) che può arrivare ad impedire l'esecuzione di alcuni banali movimenti come alzarsi dalla sedia, pettinarsi o scendere dalla macchina. Tali disturbi sono in genere assenti nella sclerodermia, che invece può presentare il Fenomeno di Raynaud, edemi alle parti distali degli arti (in particolare alle dita ed alle mani e piedi), indurimento cutaneo delle stesse e dolori articolari. Un discorso a parte lo merita la disfagia, che può essere presente in entrambe le malattie. In questo caso per differenziarla si esegue una scintigrafia esofagea. Le due malattie possono essere differenziate anche dal punto di vista sieroimmunologico e laboratoristico. Infatti esse sono caratterizzate da markers autoimmunitari differenti (Ac anti PM-1 nella polimiosite, Ac anti Scl-70 o anti centromero nella sclerodermia) e da diverse alterazioni degli esami del sangue (CPK e VES elevati nella polimioste e normali nella sclerodermia tanto per citarne alcuni). Devo però sottolineare anche la possibilità che le due malattie convivano nello stesso paziente determinando la cosiddetta sindrome Overlap(dermatomiosite+sclerodermia). Alcune di queste sindromi sono caratterizzate da specifici autoanticorpi (come per esempio gli anticorpi anti Jo-1), che vanno quindi opportunamente ricercati. Pisa è un buon centro a cui potersi rivolgere per questo tipo di problematiche. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Petecchie in LES e dermatomiosite approfondisci »

DOMANDA
Egregio dottore sono una donna di 34 anni da circa due anni ho scoperto di avere LES/DM da allora mi sono curata con cortisone, metotrexade, plaquemil e dronal70. I dolori articolari si sono alleviati ma per quanto riguarda le macchia di tipo betacchiali che non passano anzi ultimamente noto un aumento sulle mani. Vorrei sapere cosa mi aspetta, è possibile farle regredire? Cosa mi devo aspettare per il futuro? Premetto che sono in cura all'ospedale San Gerardo di Monza. Esiste un centro più all'avanguardia? Vi prego rispondetemi se possibile al piu' presto. Grazie anticipatamente. cordiali saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Maria, non è possibile definire con certezza la natura delle macchie cutanee, sulla base della tua descrizione. Va tuttavia sottolineato che anche il cortisone, causando fragilità capillare, può causare delle lesioni cutanee di tipo petecchiale, specie se sono stati utilizzati dosaggi medio-alti, come spesso capita nella dermatomiosite. Non posso darti informazioni riguardo a centri "più all'avanguardia" rispetto a quello di Monza, per motivi essenzialmente di opportunità, visto che non necessariamente l'eventuale centro da me consigliato sarà per te "migliore" o "più all'avanguardia" di quello dove tu sei già seguita. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Scleriodermia e polimiosite approfondisci »

DOMANDA
esclerodermia em placas e poliomisite podem transformar em esclerodermia sistema progressiva?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Alcino, non conosco lo spagnolo, ma credo che con il termine "esclerodermia em placas" tu ti riferisca alla morfea, forma di sclerodermia localizzata. Tale forma è caratterizzata da zone di ispessimento cutaneo localizzate in varie parti del corpo e non ha tendenza ad evolvere in una forma sistemica, anche se associata alla polimiosite. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Polimiosite-LES e gravidanza approfondisci »

DOMANDA
Sono affetta da polimiosite da circa 8 anni e il medico mi dice che ho anche gli anticorpi del les. Vorrei avere un figlio ma avendo le tube chiuse a causa di una salpingite dovrei sottopormi ad una inseminazione artificiale dicono che non ci sono problemi essendo la malattia ferma da circa 2 anni ora prendo solo 15mg di deflan. E possibile?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Fabiana, non vi è nessun tipo di problema riguardo all'inseminazione artificiale; è invece un po' più complesso il discorso della gravidanza. Quest'ultima va intrapresa in un momento di remissione per due motivi: il primo perchè così non è necessario usare farmaci potenzialmente teratogeni, ed il secondo perchè vari studi hanno dimostrato che la malattia tende ad essere più attiva durante la gestazione (soprattutto l'ultimo trimestre) e nei mesi successivi al parto. Vi è poi un discorso legato al tipo di autoanticorpi presenti; c'è infatti un autoanticorpo (l'anti-SSA) che, per quanto raramente, può infiammare il cuore del nascituro danneggiandone il sistema che controlla il ritmo cardiaco; tale evenienza viene dimostrata precocemente eseguendo regolarmente un'ecografia del cuore del feto, nel caso si verificasse si può intervenire farmacologicamente con dei farmaci adatti. Un consiglio che va dato nel caso tu decidessi di intraprendere una gravidanza è quello di rivolgerti ad reumatologo o ad un centro (magari vicino a dove abiti) che segua questo tipo di problematiche, possibilmente in collaborazione con un ginecologo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria